Il discorso che nessuno voleva sentire
Un giurista chiede la fine delle leggi penali contro l’amore tra uomini. La sala lo zittisce a forza di grida.
Il 29 agosto 1867 a Monaco un giurista si alzò e fece qualcosa che nessuno prima di lui aveva osato. Karl Heinrich Ulrichs chiese davanti al Congresso dei giuristi tedeschi l’abolizione delle leggi contro l’amore tra uomini. La sua proposta era formulata in modo sobrio. L’amore innato per persone di sesso maschile, chiedeva, doveva essere punito solo alle stesse condizioni dell’amore per persone di sesso femminile.
Non andò lontano. Già durante il discorso fu interrotto più volte, il tumulto in sala crebbe e alla fine dovette interrompersi. Ciò che ricevette fu scherno.
Eppure quel pomeriggio è oggi considerato il primo intervento pubblico in assoluto di un uomo omosessuale. Ulrichs non parlava di un gruppo estraneo, ma di sé stesso. Già nel 1862 aveva fatto coming out in famiglia, e tre anni dopo invitò altri a fare lo stesso. Solo così, scrisse, si poteva guadagnare terreno nella società.
La parola «omosessualità» allora non esisteva ancora. Ulrichs coniò per essa il termine «uranista» (Urning) e pubblicò tra il 1864 e il 1879 dodici scritti su ciò che chiamava l’amore tra uomini. Fu anche il primo a chiedere riconoscimento statale e sociale e l’apertura del matrimonio.
La sua iniziativa fallì. Quattro anni dopo Monaco, con la fondazione dell’Impero tedesco, il paragrafo 175 fu inserito nel codice penale. Deluso, Ulrichs lasciò la patria, andò in Italia e vi morì nel 1895. Solo circa cento anni dopo il moderno movimento gay fece del coming out pubblico il proprio credo.