Una città per l’amato dell’imperatore
Un imperatore, un amato annegato e una città sul Nilo: come Adriano eresse al suo lutto un monumento di pietra.
Il 30 ottobre 130 l’imperatore Adriano fondò sulla riva orientale del Nilo una città in memoria di un giovane: Antinoo. Il greco della Bitinia, che aveva appena vent’anni, era annegato poco prima nei pressi. Aveva accompagnato Adriano nel suo viaggio attraverso l’Egitto ed era stato il suo favorito e amante.
Le circostanze della sua morte sono ancora oggi oscure. Già nell’antichità si parlava di un incidente, di un suicidio o di un sacrificio rituale. Ben documentata è invece la reazione dell’imperatore: Adriano fece divinizzare Antinoo e gli fece erigere templi in tutto l’Impero. Numerose statue, gemme e monete ne conservano il ritratto. Il suo volto divenne il simbolo della bellezza giovanile.
La nuova città di Antinopoli sorse sui resti di un insediamento egizio più antico. Costruita secondo il modello greco, ebbe portici, templi sontuosi, un arco di trionfo e un circo. Vi furono insediati greci di altre città d’Egitto e veterani di guerra, dotati di privilegi particolari. Forse anche Antinoo stesso trovò sepoltura in un monumentale edificio funebre della città. Giochi solenni ne mantenevano vivo il ricordo, e una nuova strada collegò la città al Mar Rosso.
Gli studiosi vedono nella fondazione anche intenti strategici di Adriano. Lutto personale e interessi politici potevano intrecciarsi. Antinopoli resta comunque una testimonianza straordinaria: un imperatore romano diede a una città il nome dell’uomo che aveva amato.
In seguito Antinopoli divenne capoluogo di provincia e sopravvisse almeno fino all’VIII secolo. Ancora all’inizio dell’Ottocento erano visibili teatro, templi e arco di trionfo. Oggi non ne resta quasi nulla. La storia di Adriano e Antinoo è sopravvissuta alla rovina della città.