Un Paese, due diritti penali
Un Paese, due diritti penali: con la riunificazione il paragrafo 175 contro gli omosessuali rimase in vigore solo a Ovest.
Il 3 ottobre 1990 la Germania fu riunificata. Per gli uomini gay, però, quel giorno il Paese non era ancora unito. Nel trattato di unificazione le due parti avevano concordato di non estendere il paragrafo 175 al territorio dell’ex DDR. Da allora nello stesso Stato valevano due diritti diversi.
Dietro c’era una situazione paradossale. La DDR, altrimenti poco nota come rifugio della libertà, era più avanti dell’Ovest nel diritto penale in materia di omosessualità. Lì gli atti consensuali tra uomini adulti non erano più punibili dal 1968. Già nel 1987 la Corte suprema della DDR non aveva più visto alcuna necessità di punirli. Alla fine del 1988 la Camera del popolo abolì anche l’età del consenso più alta, sostituendola con una norma uniforme a tutela dei minori.
Nella Repubblica federale, invece, il paragrafo restava in vigore. Per i rapporti sessuali tra uomini l’età del consenso era fissata a 18 anni, per tutti gli altri era più bassa. E veniva applicato. Ancora nel 1990 i tribunali dell’Ovest condannarono quasi un centinaio di persone sulla sua base.
Prima della riunificazione c’era quindi il rischio che il paragrafo tornasse anche a Est. L’Associazione gay della DDR, fondata a Lipsia nel febbraio 1990, raccolse firme contro questo ritorno insieme ad attivisti della Germania occidentale. Con successo. Ciò che era permesso a Lipsia poteva ora continuare a portare in tribunale a Colonia.
Alla lunga la situazione non era sostenibile. Poche settimane dopo la riunificazione, circa 6000 persone manifestarono a Berlino contro il paragrafo. Il nuovo governo promise una regolamentazione comune, ma il dibattito si trascinò per anni. Solo nel marzo 1994 il Bundestag ne decise l’abrogazione, entrata in vigore l’11 giugno. Dopo oltre 120 anni il capitolo era chiuso. L’ultimo impulso era venuto proprio dall’Est.