Il primo «sì» del mondo
Quarant’anni d’amore, un municipio e un bacio per i libri di storia: così iniziò a Copenaghen un movimento mondiale.
Il 1º ottobre 1989 due signori anziani scrissero la storia mondiale a Copenaghen. Axel ed Eigil Axgil registrarono la loro unione in municipio. Divennero così la prima coppia dello stesso sesso al mondo la cui relazione era riconosciuta dallo Stato. Axel aveva settantaquattro anni, Eigil sessantasette. Erano una coppia già da quattro decenni.
La strada era stata lunga. Ispirati dalla Dichiarazione universale dei diritti umani, nel 1948 i due avevano fondato con alcuni amici la prima organizzazione omosessuale danese, la «Forbundet af 1948». All’epoca già la parola «omosessuale» era un tabù. Il loro cognome comune lo avevano formato a partire dai loro nomi, come segno del loro legame.
Il Parlamento aveva approvato la legge sulle unioni registrate con settantuno voti contro quarantasette. L’opposizione veniva soprattutto dal piccolo Partito popolare cristiano. La nuova unione garantiva quasi tutti i diritti del matrimonio. Restavano esclusi soltanto l’adozione e l’affidamento congiunto.
Il grande giorno fu una domenica di sole. Davanti al municipio si accalcavano curiosi, fotografi e troupe televisive da tutto il mondo. In una carrozza trainata da cavalli i neo-uniti brindarono con lo champagne e si baciarono. Lo stesso giorno altre dieci coppie si dissero «sì».
La piccola Danimarca divenne un modello per molti. Norvegia, Svezia e Islanda seguirono pochi anni dopo con leggi simili. Il primo Paese ad aprire il matrimonio vero e proprio furono i Paesi Bassi; la Danimarca seguì nel 2012.
Eigil Axgil morì nel 1995. Axel non visse l’apertura del matrimonio nel suo Paese: morì nel 2011 all’età di novantasei anni. La foto di nozze scattata nella carrozza rimase a lungo appesa nel suo appartamento di Copenaghen.