Marianne Hoppe e il più celebre matrimonio di copertura del teatro nazista
Il suo matrimonio con Gustaf Gründgens era considerato una copertura. Entrambi erano bisessuali, e le lettere raccontano altro.
Il 23 ottobre 2002 Marianne Hoppe morì in una casa di riposo a Siegsdorf, in Alta Baviera. Aveva novantatré anni ed era stata in scena per sette decenni. Con lei il teatro tedesco perdeva una delle sue personalità più contraddittorie.
Hoppe era diventata famosa negli anni Trenta come star della Ufa. Nella primavera del 1936 Gustaf Gründgens, sovrintendente dei teatri di Stato prussiani, la portò in auto sulle rive della Havel. Alla fine del giro le chiese di sposarlo. Hoppe accettò, e a giugno i due si sposarono in municipio.
A Berlino circolò presto una filastrocca ironica su quel matrimonio dal quale comunque non sarebbero nati figli. Che Gründgens amasse gli uomini era noto negli ambienti teatrali. Poche settimane prima delle nozze il «Völkischer Beobachter» lo aveva associato pubblicamente a Oscar Wilde, una minaccia appena velata. Gründgens si rifugiò in Svizzera. Su richiesta di Hermann Göring tornò e fu nominato consigliere di Stato prussiano. Göring chiarì quale protezione offrisse quel titolo: un consigliere di Stato poteva essere arrestato solo con il suo consenso personale.
A lungo l’unione fu quindi considerata un puro matrimonio di copertura. Ma la relazione era più complessa. Hoppe e Gründgens erano entrambi bisessuali; lettere del loro lascito testimoniano un affetto sincero. Quando il loro appartamento berlinese fu distrutto dai bombardamenti, cercarono però una nuova sistemazione separatamente: Gründgens se ne andò con un amico, Hoppe con un’amica. Nel 1946 divorziarono. Il loro legame sopravvisse al matrimonio e durò fino alla morte di lui.
In seguito Hoppe visse con l’attrice Therese Giehse, e negli anni Settanta con Anni Mewes. Su queste relazioni non si espresse quasi mai pubblicamente. Solo quando il Museo tedesco del teatro acquisì il suo archivio, questa parte della sua vita entrò maggiormente nella coscienza pubblica.