Il giorno in cui lo Stato vide le coppie
Coriandoli davanti all’ufficio di stato civile: il Cile riconobbe per la prima volta le coppie dello stesso sesso come famiglia.
Il 22 ottobre 2015 Vicente Medel ed Esteban Guzmán firmarono all’ufficio di stato civile di Concepción un documento che per la prima volta dava riconoscimento giuridico alla loro relazione in Cile. Furono la prima coppia del Paese a stipulare un’unione civile. Meno di un’ora dopo seguirono a Santiago Roxana Ortíz e Virginia Gómez. Davanti all’edificio si ballava, i coriandoli volavano nell’aria.
La base era l’Acuerdo de Unión Civil, firmato in aprile dalla presidente Michelle Bachelet. Perché gli uffici potessero prepararsi alla nuova normativa, la legge entrò in vigore solo sei mesi dopo. L’unione era aperta sia alle coppie dello stesso sesso sia a quelle di sesso diverso. Garantiva diritti successori, diritti pensionistici e di reversibilità, e la possibilità di prendere decisioni in ospedale per il partner. I matrimoni tra persone dello stesso sesso contratti all’estero venivano ora riconosciuti come unioni civili. La legge non prevedeva però il diritto all’adozione congiunta.
Per il Cile, che a lungo era stato tra i Paesi più conservatori dell’America latina, la riforma rappresentava un cambiamento profondo. Quanto fosse stata lunga la strada lo mostrava la vicenda della giudice Karen Atala. Poiché viveva con una donna, aveva perso l’affidamento delle sue tre figlie. Nel 2012 la Corte interamericana dei diritti umani le diede ragione. In seguito lo Stato le chiese scusa.
Una vertenza sindacale rischiò quasi di impedire l’avvio. I dipendenti degli uffici di stato civile scioperavano da settimane per salari più alti. Per la registrazione delle unioni civili e dei matrimoni si dichiararono però disposti a riprendere temporaneamente il lavoro fino a dopo il fine settimana. Decine di coppie colsero l’occasione. Alcune arrivarono in abito, altre nel costume tradizionale della popolazione rurale cilena.
Ortíz e Gómez stavano insieme da oltre dieci anni e avevano una figlia. In Spagna, Paese d’origine di Gómez, si erano già sposate. Davanti ai giornalisti riuniti, Ortíz definì il riconoscimento in Cile un primo passo. La battaglia per il matrimonio sarebbe continuata. Nel marzo 2022 anche questa richiesta divenne realtà: il Cile aprì il matrimonio alle coppie dello stesso sesso.